Dopo aver raggiunto con una giornata d'anticipo la qualificazione ai Mondiali 2014, il C.T. Alberto Zaccheroni ha diramato questa mattina la lista dei 23 giocatori che prenderanno parte alla spedizione in Brasile per la Confederations Cup che si terrà a partire dal 15 giugno.
Grazie all'1-1 con l'Australia, il Giappone è la prima nazionale a strappare sul campo il biglietto che permette ai nipponici di approdare alla massima competizione internazionale che si terrà il prossimo anno in Brasile.
I Samurai Blue riescono così ad occupare il secondo posto sui 32 disponibili per la fase a gironi, andando ad affiancare la nazionale verdeoro già qualificata in quanto paese ospitante del Mondiale.
Il punto decisivo e necessario per avere la certezza matematica della qualificazione è arrivato dopo una gara molto difficile e combattuta contro l'Australia, squadra vice-campione d'Asia che cedette in finale proprio contro il Giappone allenato da Zaccheroni.
Dopo essere passati in svantaggio all'81° a causa di un pesante errore del portiere nipponico Kawashima su un cross apparentemente innocuo di Oar, il Giappone non smette di lottare fino a quando, in pieno recupero, Keisuke Honda riesce a guadagnare ed a trasformare un calcio di rigore per fallo di mano di McKay, fissando il risultato sull'1-1 finale.
Grazie alla qualificazione certa, il Giappone può ora dedicare tutte le attenzioni alla preparazione della Confederations Cup, che li vedrà impegnati in Brasile a partire dal 15 giugno, giorno del debutto contro la nazionale padrone di casa.
In attesa della partenza ufficiale della J-League, fissata per il 10 marzo 2012, la nazionale giapponese sarà impegnata venerdì prossimo in una partita amichevole contro la selezione dell'Islanda.
Il C.T. Alberto Zaccheroni, non potendo chiamare i giocatori militanti in club al di fuori dei confini giapponesi, ha dovuto inserire nella lista ben 5 calciatori alla prima chiamata nella nazionale maggiore: il portiere Takuto Hayashi (Vegalta Sendai), i centrocampisti Ryota Isomura (Nagoya Grampus) e Gaku Shibasaki (Kashima Antlers), e gli attaccanti Hidetaka Kanazono (Jubilo Iwata) e Yuya Kubo (Kyoto Sanga).
"Voglio vedere queste promesse più da vicino" ha dichiarato Zaccheroni; "Le mie convocazioni devono servire anche da messaggio per gli altri giovani: tutti possono essere convocati in nazionale."
Anche il giovanissimo Yuya Kubo, 18 anni compiuti lo scorso dicembre, ha commentato la sua convocazione: "Sono sorpreso di questa chiamata. Tutto quello che posso fare è dare il mio meglio in campo."
Giappone - Islanda, che si terrà Venerdì 24 febbraio alle 11:20 (ora italiana) al Nagai Stadium di Osaka, sarà solamente un riscaldamento in attesa del match di qualificazione ai mondiali contro l'Uzbekistan del 29 febbraio.
Grande ritorno in nazionale da parte del centrocampista del Borussia Dortmund Shinji Kagawa che, grazie alla sua doppietta, permette al Giappone di battere la Corea del Sud con un rotondo 3-0 per la prima volta nella storia.
Queste le formazioni ufficiali dell'amichevole che tra pochi minuti vedrà scontrarsi i campioni d'Asia del Giappone e la Corea del Sud:
Giappone (4-2-3-1):
Lee
Kagawa---Honda---Okazaki
Endo---Hasebe
Komano---Yoshida---Konno---Uchida
Kawashima
Corea del Sud (4-1-4-1):
Jung Sung-Ryong, Kim Young Kwon, Lee Jung Soo, Lee Jae Sun, Cha Du Ri, Ki Sung Yueng, Lee Keun Ho, Lee Yong Rae, Kim Jung Woo, Koo Ja Cheol, Park Chu Young.
Lee, mentre sta per subentrare a Maeda, ancora non sa cosa gli sta per accadere poco dopo, un momento che si ricorderà tutta la vita. Quando vede arrivare quel pallone dalla sinistra pensa subito all'acrobazia, e così fa: calcia al volo il pallone che va ad insaccarsi nella porta australiana: in quel momento esplode tutta la sua gioia, il Giappone pochi minuti dopo diventerà campione d'Asia per la quarta volta nella sua storia, ripetendo i successi ottenuti negli anni 1992, 2000 e 2004.
A causa dell'assenza di Kagawa, Zaccheroni lancia dal primo minuto Jungo Fujimoto, mantenendo però sempre l'ormai consolidato 4-2-3-1 spostando Okazaki sulla fascia sinistra. Dall'altra parte, l'Australia si presenta con un solido 4-4-2, il quale gli ha permesso in semifinale di sconfiggere facilmente l'Uzbekistan per 6-0.
Come successo contro la Corea, 90 minuti non bastano per decretare il vincitore; nei tempi regolamentari è l'Australia che prova a portare a casa la partita, soprattutto con l'opportunità avuta da Kewell nel 1° tempo, ma un grande Kawashima riesce a sventare la minaccia.
Nel 2° tempo il mister Zaccheroni, visto la mancanza di occasioni da parte del Giappone, prova a schierare in campo la sua formazione più congeniale, quel 3-4-3 che l'ha reso famoso soprattutto in Italia; per attuare ciò toglie dal campo uno spento Fujimoto ed inserisce Iwamasa, facendo avanzare i 2 terzini sulla linea dei centrocampisti. Questa mossa si rivela determinante, visto che Nagatomo si ritrova svincolato dai compiti difensivi e si dimostra una spina nel fianco della formazione dell'Australia grazie alle sue incursioni sulla fascia sinistra.
E sarà proprio Nagatomo l'artefice principale del gol della vittoria, quando al 5° minuto del 2° tempo crosserà con precisione millimetrica il pallone per Lee, che da solo al centro dell'area realizza il gol della vittoria nipponica. I successivi 10 minuti vedranno l'Australia schiacciare il Giappone nella propria area, ma niente da fare, Zac e i suoi giocatori sono campioni d'Asia!
Non bastano 90 minuti di gioco, ma non ne bastano neanche 120; per decidere la prima finalista della 15° Coppa d'Asia si è dovuti ricorrere ai tanto temuti calci di rigore, in cui il Giappone, grazie soprattutto a Kawashima, riesce a staccare il biglietto per la finale in programma il prossimo Sabato in quel di Doha. Dopo la partita di Venerdì scorso contro il Qatar i tifosi giapponesi sono dovuti rimanere un'altra volta col fiato sospeso fino alla fine, ma in entrambe le occasioni hanno potuto liberare la propria gioia alla fine dell'incontro.
Fin da prima della partita la sensazione era che le 2 squadre si equivalessero sul campo, mostrando un ottimo calcio da entrambe le parti, fatto sia di corsa che di tecnica individuale; ed infatti sarà così per gran parte dell'incontro, con tutte e due le squadre che attaccano a corrente alternata e che non deludono le aspettative del pubblico presente.
Le 2 squadre schierano formazioni speculari, un 4-2-3-1 che abbina un centrocampo di qualità e sostanza ad un attacco imprevedibile, ricco di fantasia e di giovani giocatori che avranno quasi sicuramente un futuro importante nella loro carriera calcistica.
Dopo le fasi iniziali della gara, la prima grande occasione per il Giappone arriva al 17° con Okazaki che, dopo un bellissimo cross di Nagatomo dalla sinistra, stacca di testa verso la porta, ma il portiere riesce a deviare la palla che va fortunosamente a sbattere contro il palo alla sua destra.
Pochi minuti dopo la partita si sblocca: su un azione d'attacco coreana, Konno va tamponare in area il giocatore avversario e l'arbitro decreta il calcio di rigore. Sul dischetto si presenta K. Sung Yeung che segna il gol dell'1-0.
Il pareggio del Giappone non si fa però attendere, ed arriva puntuale al 36' grazie ad una strepitosa manovra corale: Honda prende palla a centrocampo e trova un perfetto passaggio filtrante per Nagatomo, che si inserisce in area da sinistra e appoggia la palla a Maeda, il quale, a porta vuota, deve solo mettere dentro per il momentaneo 1-1.
Entrambe le squadre provano più volte a passare in vantaggio per cercare di evitare i 30 minuti aggiuntivi, ma nessuna delle due riesce però a concretizzare le proprie azioni e si va così ai tempi supplementari.
Dopo appena 8 minuti la partita si riapre, grazie all'arbitro che concede un rigore molto discutibile alla squadra giapponese: l'incaricato a battere è il solito Honda, ma il portiere avversario è bravo a respingere; sulla ribattuta arriva però Hosogai (subentrato a Kagawa) dalle retrovie, che con un potente tiro insacca il pallone alle spalle del portiere.
Grazie a questo gol la partita sembrerebbe chiusa, ma la beffa è dietro l'angolo: dopo che Inoha è subentrato a Maeda, la squadra si ritrova schiacciata nella propria area di rigore per tutto il secondo tempo supplementare, e il gol del pareggio che ormai era nell'aria arriva nell'ultimo istante disponibile, facendo disperare tutti i giocatori giapponesi.
Si va quindi alla cosiddetta "lotteria" dei rigori, temuta sia da giocatori che da tifosi; Il primo a posizionarsi sul dischetto è Honda, che però questa volta non sbaglia e realizza. Per la Corea va Koo Ja-Cheol, ma un grande Kawashima respinge il rigore e lascia la propria squadra in vantaggio. Anche Okazaki non delude le aspettative, raddoppiando il vantaggio sugli avversari, visto che Kawashima riesce a respingere anche il secondo rigore della squadra coreana. Nagatomo, il quale ha disputato una strepitosa partita, calcia alto il terzo rigore e la Corea torna a sperarci. Le speranze vengono però spente negli ultimi due tiri dal dischetto: Hong Jeong Ho sbaglia anche il terzo rigore della sua squadra, così che subito dopo Konno realizza e fa esplodere di gioia tutti i giocatori nipponici in campo.
Il Giappone si qualifica così per la finale di Sabato, e per sapere l'altra finalista non dobbiamo che aspettare il risultato della semifinale tra Australia e Uzbekistan
Giappone - Corea del Sud 5-2 d.c.r. (23' K. Sung Yeung, 36' Maeda, 98' Hosogai, 120' Hwang)
Sequenza calci di rigore:
Keisuke Honda (Giappone) segna Ja Cheol Koo (Corea del Sud) parato da Kawashima Shinji Okazaki (Giappone) segna. Yong Rae Lee (Corea del Sud) parato da Kawashima Yuto Nagatomo (Giappone) tira alto Jeong Ho Hong (Corea del Sud) tira a lato Yasuyuki Konno (Giappone) segna
Kawashima 5: sembra iniziare bene con 2 grandi parate nei primi 10 minuti, ma entrambi i gol sono colpa sua. Inoha 7: la sorpresa positiva di questo incontro, non fa rimpiangere assolutamente Uchida. realizza il pesantissimo gol del 3-2. Yoshida 4.5: oltre a farsi saltare da Sebastian sul primo gol, si fa espellere a mezz'ora dalla fine, lasciando i compagni in 10 uomini. Konno 6: non fa niente di eccelso ma è sempre puntuale in difesa. Nagatomo 6.5: ormai è una sicurezza sulla fascia sinistra, bravissimo in difesa e ottimo nella fase offensiva, è un terzino completissimo. Endo 6: uno come lui dovrebbe fare di più, ma la sufficienza la raggiunge. Hasebe 6.5: si sbatte a centrocampo per recuperare palloni, soprattutto quando la propria squadra rimane in 10 Kagawa 8: mentre nelle prime 3 partite non aveva fatto quasi niente, oggi è esploso mostrando tutto il suo repertorio d'alta classe. Honda 7.5: copre praticamente tutto il campo e dispensa assist ai compagni, fondamentale per la squadra. Okazaki 6.5: il 1° gol è praticamente suo con il pallonetto che va a scavalcare il portiere, per il resto partita di qualità. Maeda 5: non si è praticamente visto, ed infatti quando esce per riequilibrare la squadra dopo l'espulsione non se ne sente la mancanza.
Iwamasa 6: entra in campo per sostituire Maeda Nagata s.v.
Zaccheroni 6: anche se la formazione e le tattiche sono dello Zac, la vittoria di oggi è soprattutto merito della squadra per la grinta che hanno mostrato in 10 uomini.
Partita incredibile e piena di emozioni quella andata in scena oggi pomeriggio in Qatar, la quale ha decretato che il Giappone di Alberto Zaccheroni è la prima squadra ad approdare in semifinale della 15° edizione della Coppa d'Asia. Andata in svantaggio per ben 2 volte e rimasta in 10 uomini, la squadra tira fuori la grinta e il coraggio e va a ribaltare un risultato che sembrava ormai segnato, confermandosi con prepotenza come una delle 2 favorite alla vittoria finale.
Nei primi 15 minuti il Qatar parte fortissimo, lasciando poco spazio alla squadra nipponica ed andando 2 volte vicino al gol, ma un bravo Kawashima sventa la minaccia in entrambe le occasioni. La partita si apre al 13° quando il Qatar passa in vantaggio: la difesa del Giappone si lascia trovare scoperta, lasciando partire Sebastian in contropiede che finta su Yoshida ed insacca in rete, con un Kawashima particolarmente colpevole nell'occasione.
Il gol subito accende una scintilla nella squadra giapponese, che da quel momento prova a reagire e arriva a sfiorare il gol pochi minuti dopo con un bel tiro di Nagatomo. Al 28° arriva il tanto agognato pareggio con Kagawa: Okazaki, ispirato da Honda, prova un pallonetto da solo davanti al portiere e l'attaccante del Borussia Dortmund deve solamente spingere in porta il pallone dell'1-1.
Nel 2° tempo la situazione non cambia, con il Giappone che vuole chiudere la partita al più presto possibile, però la sorpresa è dietro l'angolo: Yoshida, già ammonito, commette fallo su l'attaccante del Qatar e riceve il secondo cartellino giallo, lasciando così la propria squadra in 10 uomini a mezz'ora dalla fine; ma oltre il danno, arriva anche la beffa, visto che proprio sul calcio di punizione Fabio tira direttamente in porta e Kawashima si fa trovare impreparato, lasciando entrare la palla dell'1-2.
I giochi sembrano fatti, con il Giappone che sembra ormai incapace di andare a recuperare il risultato, ma succede l'incredibile: la squadra di Zaccheroni tira fuori una determinazione ed una grinta lasciata nascosta per tutto l'incontro e riesce, negli ultimi 20 minuti, a tenere in mano le redini del gioco, lasciando pochissimo spazio alle offensive avversarie.
Al 7o° arriva finalmente il gol del pareggio, grazie ad uno strepitoso Kagawa che, imbeccato alla perfezione da un assist del solito Honda, gonfia la rete alle spalle del portiere del Qatar e riporta la propria squadra in corsa per la vittoria.
La cavalcata trionfale del Giappone si concretizza al 90°, facendo esplodere la gioia di tutti i tifosi nipponici: dopo un'azione in area di Kagawa, Inoha si trova la palla sui piedi ed a porta vuota realizza il gol decisivo che porta il Giappone direttamente in semifinale, dove incontrerà la vincente tra Iran e Corea del Sud.
Giappone - Qatar 3-2 (13' Sebastian (Q), 28' e 71' Kagawa, 63' Fabio (Q), 90' Inoha)
Per il Giappone sempre un 4-2-3-1, con Inoha che prende il posto dello squalificato Uchida e Okazaki che, dopo la bella prestazione della partita contro l'India, parte titolare come esterno destro sulla trequarti offensiva.
Partita senza storia quella andata in scena al Ahmed Bin Ali Stadium di Ar Rayyan, che ha visto la selezione nipponica vincere in goleada per 5-0 contro l'Arabia Saudita, qualificandosi così per i quarti di finale in cui dovrà affrontare la nazionale del Qatar.
A causa delle defezioni di Matsui e Honda, Zaccheroni è costretto a cambiare gli undici iniziali delle prime 2 partite, inserendo dal 1° minuto Okazaki e Kashiwagi per sostituire i 2 giocatori infortunati.
Il Giappone parte subito forte, chiudendo praticamente la partita nei primi 20 minuti grazie ai 2 gol di Okazaki e al gol di Maeda. Il 1° gol arriva all'8° minuto, dopo che Endo, dal cerchio di centrocampo, lancia lungo in avanti per Okazaki che da solo davanti al portiere lo supera con un pallonetto ed insacca per l'1-0. Dopo appena 5 minuti arriva il raddoppio: Kagawa, dopo un dribbling sulla sinistra, crossa al centro dell'area e Okazaki si inserisce puntuale per andare a colpire di testa realizzando una momentanea doppietta. Ancora Okazaki va vicino alla tripletta, ma il 3° gol viene realizzato da Maeda con un esterno al volo, grazie ad uno strepitoso assist da sinistra dell'instancabile Nagatomo.
Il 1° tempo si chiude così sul risultato di 3-0, e con l'inizio della ripresa Zaccheroni effettua il 1° cambio: dentro Inoha per Uchida, il quale salterà la prossima partita a causa dell'ammonizione ricevuta in stato di diffida. Questo cambio si rivela subito determinante, perchè al 51' Inoha, dalla fascia destra, crossa in area per Maeda che di testa anticipa il portiere e segna il 4-0
Dopo vari minuti di una partita ormai spenta, arriva il sigillo finale per il Giappone grazie ad Okazaki, che realizza un personale Hattrick dopo una splendida giocata corale dell'attacco nipponico.
Grazie alla vittoria per 5-0 e al contemporaneo 2-1 della Giordania sulla Siria, il Giappone si qualifica al 1° posto per una migliore differenza reti rispetto alla nazionale giordana, accoppiandosi così con i padroni di casa del Qatar per i quarti di finale.
Giappone - Arabia Saudita 5-0 (8', 13' e 80' Okazaki, 19' e 51' Maeda)
Dopo il pareggio della prima partita, il Giappone riesce a conquistare una fondamentale vittoria contro la Siria, che gli permette di rimanere ancora in corsa per il passaggio ai quarti.
L'andamento della gara è lo stesso della precedente: Giappone che crea molto ma che non riesce a concretizzare, dimostrando ancora una volta che si fa sentire la mancanza di una punta di peso come Morimoto.
Il Giappone passa in vantaggio dopo 34' minuti grazie al gol di Hasebe: Kagawa entra in area dalla sinistra, finta sul difensore e tira in porta; Balhous riesce a respingere il tiro, la palla arriva sui piedi di Matsui, il quale tocca per Hasebe che tira a porta sguarnita ed insacca per l'1-0.
Con l'inizio del secondo tempo la partita sembra ormai chiusa, con il Giappone che cerca di controllare il risultato, ma la sorpresa è dietro l'angolo: su un'azione d'attacco per la Siria, Kawashima stende in area l'attaccante avversario, causando un calcio di rigore e lasciando la propria squadra in 10 uomini per il cartellino rosso ricevuto Dopo che Maeda lascia il posto al secondo portiere Nishikawa, Al Khatib va sul dischetto e realizza per il momentaneo pareggio.
All'82° altro calcio di rigore, ma questa volta per il Giappone, causato da un fallo sul subentrato Okazaki. Sul dischetto si presenda Keisuke Honda, che insacca e riporta la propria squadra in vantaggio, fissando il risultato finale sul 2-1 per i nipponici.
Il Giappone fin'ora visto in questa Coppa d'Asia sembra abbastanza disorganizzato, soprattutto per quanto riguarda la fase offensiva; a differenza delle prime uscite in amichevole, alla squadra di Zaccheroni sembra mancare qualcosa, e probabilmente questo qualcosa ha il nome di Morimoto.
Risultato a sorpresa nella gara d'esordio del Giappone nella Coppa d'Asia: gli 11 guidati da Zaccheroni sono stati fermati sul pari da una modesta Giordania, riuscendo a segnare solamente allo scadere grazie ad un colpo di testa di Yoshida.
Sin dall'inizio dell'incontro la partita è stata tenuta in mano dalla squadra nipponica, lasciando veramente poco spazio alle offensive della Giordania. Il Giappone ha diverse possibilità per passare in vantaggio, specialmente con una rete annullata per fuorigioco a Yoshida e con un'occasionissima capitata a Kagawa ma che non sfrutta a dovere tirando addosso al portiere.
Al 45° arriva la svolta (inaspettata) della partita: Fattah, dopo aver ricevuto palla e aver saltato Konno, scocca un tiro dal limite dell'area che si insacca fortunosamente in rete a causa di una deviazione di Yoshida.
Questo fatto costringe Zaccheroni a cambiare qualcosa in vista della ripresa, sostituendo un impalpabile Maeda con Lee. Nella 2° tempo, solita storia: Giappone che tiene il pallone e Giordania che cerca di mantenere il vantaggio. I nipponici non riescono però a concretizzare il possesso palla, denotando una mancanza di un centravanti di peso visto che anche Lee non aiuta a recuperare lo svantaggio.
Al 58° Zaccheroni prova il tutto per tutto: fuori Matsui, dentro Okazaki, sbilanciando completamente in avanti la sua squadra. Questo cambio sembra dare buoni effetti, visto che il Giappone si rende molto più pericoloso rispetto ai minuti precedenti grazie anche alla freschezza del subentrato Okazaki.
Il pareggio è ormai nell'aria, e negli ultimi istanti disponibili finalmente arriva: Hasebe, dalla sinistra, crossa in area per Yoshida che stacca di testa e insacca in rete. Nel finale del recupero il Giappone ha addirittura la possibilità di andare a vincere, ma Lee a 2 passi dalla porta non riesce a calciare e la difesa libera, decretando la fine della partita.
L'altra sfida dello stesso girone, ovvero quella tra Arabia Saudita e Siria, si è conclusa sull'1-2. I gol sono stati realizzati da Al Husein per la Siria (doppietta) e da Al Jassem per l'Arabia Saudita.
Lo so che con il calcio non ha nulla a che fare, ma mi sembra giusto rendere omaggio a Shoya Tomizawa, pilota della Moto 2 deceduto dopo un gravissimo incidente avvenuto in gara; il giovane pilota avrebbe compiuto 20 anni il prossimo Dicembre.
Il pilota giapponese, dopo essere caduto in piena accelerazione, è stato investito dalle moto di De Angelis e Scott Redding ed è apparso subito gravissimo. Durante i primissimi soccorsi Tomizawa ha avuto bisogno di una rianimazione a causa di un arresto cardiaco. Dopo una corsa in ospedale tra la vita e la morte, il pilota è stato dichiarato morto alle ore 14:21 presso l'ospedale di Riccione.
In attesa del debutto sulla panchina del Giappone del nuovo c.t. Alberto Zaccheroni la nazionale è stata momentaneamente affidata a Hiromi Hara, il quale avrà il compito di guidare i Blue Samurai nelle 2 amichevoli contro Paraguay e Guatemala.
Qui di seguito il programma delle amichevoli e i convocati:
Giappone - ParaguaySabato 4 Settembre - ore 12:20@ International Stadium di Yokohama Giappone - GuatemalaMartedì 7 Settembre - ore 12:45 @ Nagai Stadium di Osaka
Portieri: Seigo Narazaki (Nagoya Grampus/JAP) e Eiji Kawashima (Lierse/BEL).